Buco di bilancio a Montefalco, l’appello dei cittadini: “Urgente ripartire”

Negli scorsi giorni in piazza del Comune apparsa l’installazione di una voragine. Intanto l’opposizione va all’attacco: “Dal predissesto vincoli di spesa e tasse al massimo per 20 anni”

L'installazione di Montefalco che sottolinea il "buco" di bilancio

“Montefalco ha urgente bisogno di ripartire”. È l’appello lanciato da alcuni cittadini che, negli scorsi giorni, hanno realizzato al centro di piazza del Comune, una voragine tridimensionale che richiama il buco di bilancio da 5 milioni di euro con cui sta facendo i conti la città del Sagrantino. Un’opera comparsa nella serata di venerdì 5 febbraio, a pochi minuti dall’inizio dell’ennesimo consiglio comunale con all’ordine del giorno la situazione economico-finanziaria di Montefalco, con l’obiettivo dichiarato di “sostenere i consiglieri di minoranza, che - fanno sapere i promotori dell’iniziativa - da oltre un anno si stanno battendo per far luce sulla vicenda e allo stesso tempo rompere il silenzio che invece sembra avvolgere il resto del paese”.

“Questa nebulosa situazione di stallo non è più accettabile” commentano, dando di fatto man forte alla posizione espressa, ancora una volta, dal gruppo consiliare di minoranza di SiAmo Montefalco. “È tempo di dire basta - rilanciano infatti dall’opposizione -. Questa maggioranza - sottolineano - ha perso anche l’ultima occasione che aveva per rientrare in un percorso di serietà e rispetto delle istituzioni”. Il riferimento è a quanto accaduto proprio durante l’ultima seduta della massima assise cittadina. “La maggioranza è ridotta a brandelli” è stato il commento a margine dell’incontro. “Basti pensare che sia il presidente del consiglio comunale che il capogruppo di maggioranza hanno votato contro la richiesta del sindaco di sospendere brevemente il consiglio per avere alcuni chiarimenti da parte del responsabile economico finanziario del Comune”.

Per SiAmo Montefalco chiaro sintomo che “un gruppo consiliare così diviso non è affatto in grado di operare in nome della chiarezza e del bene della città”. Critico, poi, il giudizio sull’avvio della procedura di riequilibrio pluriennale, “che - dicono - appare come un salto nel vuoto”. “Qualora fosse possibile fare il predissesto - dichiarano - con una massa passiva di oltre 5 milioni, equivalente a più del 100% del volume del bilancio, condannerebbe il Comune ad avere vincoli di spesa e tasse al massimo per i prossimi 20 anni. Con la dichiarazione di dissesto (su cui c’è il parere favorevole dell’organo di revisione dei conti), il Comune avrebbe vincoli soltanto per 5 anni”. Per la minoranza, dunque, “una strada molto più dannosa per i cittadini”. “Forse - concludono - il motivo è che la dichiarazione di dissesto avrebbe come conseguenza un più approfondito esame delle responsabilità”.

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di Maria Tripepi

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