Gualdo Cattaneo, un progetto ad impatto zero per salvare la centrale Enel

Pensi: "I ricercatori di Ingegneria dell'ateneo perugino studieranno la possibilità di realizzare un impianto di accumulo di energia elettrica"

Centrale Enel di Bastardo

Dopo l'apertura del tavolo istituzionale in Regione e l'annunciato inserimento dell'impianto "Pietro Vannucci" nel piano nazionale di dismissioni, l'amministrazione comunale di Gualdo Cattaneo rilancia e presenta una proposta per la riconversione della centrale termoelettrica di Ponte di Ferro. "Abbiamo sottoscritto una convenzione gratuita con l'Università di Perugia – dichiara il sindaco Andrea Pensi - che consentirà ad un gruppo di ricercatori della facoltà di Ingegneria, coordinati dal professor Bidini, di studiare la possibilità di realizzare un impianto di accumulo di energia elettrica, accanto al centro di addestramento del personale". L'idea parte dal presupposto di utilizzare l'energia elettrica in esubero, prodotta in determinati momenti da fonti rinnovabili, per produrre idrogeno da trasformare in energia durante i momenti di massima richiesta da parte del mercato. È questo, in sintesi, il progetto che il sindaco intende sottoporre ad Enel s.p.a per la riconversione dell'attuale impianto a carbone. "Questa è la nostra proposta – afferma Pensi -, un polo energetico verde nel cuore verde d'Italia". L'amministrazione comunale vuole quindi coniugare l'esperienza industriale di Enel con le esigenze di tutela ambientale del territorio, proponendo un progetto pilota che coniughi innovazione e ricerca in un territorio che può crescere sul terreno della green economy. Il progetto mira a trovare una soluzione al problema della produzione discontinua delle fonti di energia rinnovabile, creando nuove opportunità di sviluppo ed occupazione. E soprattutto apre alla prospettiva di realizzare un impianto senza emissioni nell'aria. Accanto alla produzione di energia elettrica, l'amministrazione intende proporre la valorizzazione del centro nazionale di addestramento. “La scuola – sottolinea Pensi - avrebbe un'ubicazione ottimale e potrebbe diventare anche un luogo di ricerca dove sperimentare sinergia con l'Università degli Studi di Perugia". Quindi si punta a mantenere un presidio Enel sul territorio in grado di offrire ricadute occupazionali di qualità e di creare nuove opportunità per l'indotto. L'idea verrà sviluppata nei prossimi mesi dai ricercatori perugini e verrà sottoposta ad Enel, Regione Umbria, organizzazioni sindacali, oltre che ai comitati ambientalisti e al consiglio comunale di Gualdo Cattaneo.

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di Diletta Giannoni

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