Cgil, Cisl e Uil plaudono allo stop all'affidamento dei servizi d’assistenza della Usl2

Le sigle si dicono soddisfatte della sospensione del bando da parte dell'azienda, di cui avevano contestato criticità, e chiedono un nuovo confronto: “Ora è tempo di correggere le storture”

La sede dell'Usl Umbria 2

Sindacati soddisfatti per la sospensione della procedura di affidamento dei servizi di assistenza residenziale, semiresidenziale e domiciliare della Usl Umbria 2. Un bando già dall’inizio di luglio criticato da Cgil, Cisl e Uil, così come dalle categorie sindacali che seguono il terzo settore, ovvero Fp Cgil, Fp Cisl e Fisascat Uil Fpl, per alcune criticità contenute nel testo. Le stesse che, a detta delle sigle, avrebbero portato ad una ricaduta negativa sui diritti dei lavoratori e sulla qualità dei servizi erogati. Critico, a suo tempo, anche il capogruppo regionale M5s, Thomas De Luca, che, in linea con le polemiche montate negli uffici sindacali, aveva parlato di “una gara al massimo ribasso” che avrebbe dunque “spalancato le porte a chi paga meno il personale”.

Ma ora, come detto, lo stop. “Prendiamo atto con soddisfazione dell'arresto della procedura – commentano i sindacati -, confidando che il tempo della sospensione sia utile a correggere le manifeste storture in esso contenute”. Tempo di sospensione che i sindacati sperano servirà alla giunta regionale “per riconvocare le parti sociali e continuare il confronto sindacale aperto, non soltanto per garantire i livelli occupazionali e retributivi del personale delle cooperative sociali attualmente titolari del servizio di assistenza appaltato – sottolineano le sigle -, ma anche per arrivare all’adozione di una normativa regionale che regolamenti il mondo degli appalti”. In questo senso, le associazioni ribadiscono la necessità di recepire ed applicare il codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016 così come modificato dal d.lgs. 56/2017), “che offre al personale – insistono – le giuste garanzie per il futuro lavorativo”.

Insomma, per Cgil, Cisl e Uil, “le deficienze del sistema socio economico non si risolvono caricandone i costi sui soggetti più deboli”. Ammonendo come non siano più tollerabili promesse che non si concretizzano e rimarcando la volontà di difendere con forza i diritti di lavoratori e cittadini, i sindacati spiegano infine come “non si possa ulteriormente rinviare un confronto”. Necessario, per loro, in ottica di condivisione di soluzioni socialmente sostenibili, che mettano i bisogni della cittadinanza al centro dell’azione politica.

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di Matteo Castellano

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