Afam, nel 2018 un utile da 165mila euro. Matilli: “Chiudiamo con un altro risultato positivo”

Tra i progetti futuri il cambio di sede della farmacia di via dell’ospedale. L’amministratore unico: “Spero di poterla inaugurare prima della fine del mio mandato nel 2020”

Gianluca Matilli

Un utile di 165mila euro ante imposte, che sale a 550mila euro se si considerano le scontistiche applicate ai clienti e il canone versato al Comune per la gestione delle farmacie. È l’ennesimo risultato positivo portato a casa dall’Afam, la partecipata delle farmacie comunali guidata da Gianluca Matilli. E proprio l’amministratore unico di Afam è stato ospite negli studi di Radio Gente Umbra per parlare dei numeri che accompagnano il bilancio 2018, ma anche di sociale e progetti futuri. 

Dottor Matilli, partiamo dai numeri. Lo facciamo, intanto, tornando un attimo a cinque anni fa quando Afam perdeva 400mila euro. Poi, c’è stato un percorso di ripianamento dei debiti, fino ad arrivare allo scorso anno quando il bilancio si è chiuso con il segno più e con risultati ancora migliori rispetto a quelli già positivi che si erano registrati l’anno precedente. Quest’anno com’è andata?

Nel 2018 il trend ha proseguito nel suo andamento positivo, abbiamo chiuso con un utile al netto delle imposte di 165mila 553 euro. Questo trend va avanti dal 2015 e ci ha permesso di coprire pienamente la perdita relativa al 2014, anzi, si è anche creato un surplus visto che ormai le riserve non solo sono state ricostituite, ma anche aumentate. Questo andamento positivo è dato essenzialmente da due elementi: un aumento dei ricavi, che sono stati dello 0,27 per cento rispetto allo scorso esercizio amministrativo, e da un decremento dei costi di medicinali e parafarmici del 2,10 per cento oltre ad un contenimento del costo del personale dello 0,63 per cento. Questi tre elementi, che sono i più importanti, hanno fatto sì che anche quest’anno l’Afam chiudesse con un risultato positivo.

Da una parte c’è il bilancio economico, dall’altra invece c’è quello sociale…

Sì, noi abbiamo due forme di bilancio: quello contabile, cioè dei freddi numeri, e quello sociale, che valutiamo prendendo in considerazione quello che l’Afam riconosce al Comune per la gestione delle farmacie e poi gli sconti fatti alla clientela. Se noi prendiamo il bilancio contabile e aggiungiamo questi due valori, arriviamo ad un utile ante imposte di 550mila euro, che è un risultato ottimale. Chiaramente, avendo pagato tutto. Afam ha questo di positivo, non ha debiti con nessuno e rispetta le scadenze con i fornitori, paga le imposte e i contributi, non c’è alcun dipendente che avanza una mensilità e questo per noi è un grosso vanto. 

A proposito di dipendenti, una carta vincente degli ultimi anni è stata quella di coinvolgerli di più e renderli partecipi…

Sì, devo riconoscere e l’ho sempre detto nelle sedi ufficiali che la mia presenza da sola non avrebbe fatto nulla. Devo fare un grosso plauso ai dipendenti che hanno compreso la situazione difficile che si era creata nel 2014, hanno compreso che c’era bisogno di cambiare probabilmente atteggiamento e passo, questo è avvenuto e hanno permesso loro stessi che si potesse arrivare a questo risultato. Chiaramente, se non ci fosse stata la loro collaborazione, la mia unica presenza non avrebbe permesso di raggiungere questi ottimi risultati.

C’è anche una consapevolezza da parte dei folignati rispetto alle farmacie della loro città? Parliamo anche di accessi, i folignati hanno capito il valore di acquistare un farmaco in una farmacia comunale?

Io penso di sì e ribadisco quello che mi dicono i direttori. Noi abbiamo la possibilità di mappare da dove arrivano i nostri clienti e vediamo che nelle nostre sedi vengono anche da fuori zona, utenti che potrebbero rivolgersi di fatto ad altre farmacie. Non voglio togliere nulla a quelle private, ma sicuramente trovano persone disponibili, in grado di dare consigli, che ascoltano soprattutto le persone anziane e questo ritengo che sia un elemento importante. Perché essere semplici distributori di farmaco, ormai, ha una valenza non più sufficiente. Bisogna giustamente comprendere e ascoltare le esigenze del cliente. Diventare un piccolo primo presidio sanitario in cui dare alcune indicazioni per poi indirizzare l’utente al personale competente, senza travalicare nessuno.

A proposito di dati e statistiche, quest’anno si sono registrate più ricette da parte dei medici ma per un costo medio minore…

Sì, abbiamo riscontrato maggiori accessi alle nostre farmacie, un numero di ricette maggiori ma con un calo del valore assolute delle stesse. Questo significa che i medici di base stanno rispettando le direttive del risparmio e la tendenza è quella di prescrivere farmaci equivalenti, che hanno quindi gli stessi principi attivi degli altri farmaci, però ormai la loro licenza è scaduta. E quindi ultimamente i clienti si stanno indirizzando verso questa forma di farmaco che ha dei costi più contenuti per loro, ma con gli stessi effetti benefici. 

Lo scorso anno ci eravamo lasciati con due piccole preoccupazioni: la possibile apertura di quattro nuove farmacie nel comune di Foligno e l’ingresso nel mercato di catene di operatori internazionali nel settore delle farmacie. Ad un anno di distanza com’è la situazione?

Lo spauracchio che avevamo per l’apertura delle quattro nuove farmacie si è in parte ridimensionato, perché c’è stata solo un’apertura delle quattro previste, che è quella che si trova nell’area di Prato Smeraldo e questo ha permesso di contenere la concorrenza. Per quanto riguarda, invece, la problematica dell’intervento delle società internazionali e quindi dell’apertura al mercato dei capitali, questo rimane per me un grosso problema perché esiste un decreto, il “Decreto concorrenza”, approvato ormai due anni fa, che permette ad un unico soggetto di poter acquistare il 20 per cento delle farmacie di una Regione. Questo vale per tutta Italia. Quindi basterebbero cinque grosse multinazionali per comprare il 100 per cento di tutta l’Umbria e questo comporterebbe la possibilità di fare una sorta di cartello e mettere dei prezzi molto più competitivi, creando difficoltà alle farmacie, comprese quelle comunali.

Negli ultimi mesi Afam ha messo in piedi diverse iniziative: dall’incontro sui disturbi del comportamento alimentare alla convenzione per l’utilizzo gratuito per un’ora del parcheggio adiacente la farmacia dell’ex ospedale e per ultimo il “Punto mamma”. Facciamo un bilancio delle prime due e poi parliamo della terza che è un po’ una scommessa…

L’incontro sui disturbi del comportamento alimentare è stato un grande successo. Va ricordato che questa iniziativa coinvolge tutte le farmacie comunali dell’Umbria ed è supportata da Assofarm, che è la categoria che racchiude tutte le farmacie regionali. Questo evento ha rappresentato per noi è un elemento molto importante, perché abbiamo spiegato come tutte le persone che dovessero avere questo tipo di disturbo possono trovare da noi dei riferimenti a cui potersi rivolgere. Inoltre abbiamo compreso come nella nostra regione, precisamente a Todi, esiste un centro di eccellenza nazionale per questo tipo di patologie. Passando alla convenzione per l’utilizzo del parcheggio vicino all’Afam 1, usufruendo di un’ora di sosta gratuita, è stato un modo per poter dare un aiuto ai nostri clienti che, nel giro di poco tempo, si sono visti togliere molti posti auto anche a causa dei lavori di ristrutturazione dell’ex Sert. Abbiamo così ritenuto opportuno stringere questa collaborazione, che può andare anche a beneficio dei commercianti della zona perché garantiamo ai clienti che vengono nella nostra farmacia un’ora di parcheggio gratuito. Infine il “Punto mamma”. Per noi è stata una scommessa che riteniamo di aver vinto, perché avere in quattro delle nostre farmacie la possibilità di far accedere le persone non soltanto per cambiare il proprio bambino o per scaldare il biberon o per pesarlo, ma per essere ascoltate e per avere indicazioni ed essere indirizzate verso specialisti e personale competente è importante. Afam non si vuole sostituire ai medici e ai pediatri e lo dimostra il fatto che il servizio è svolto in collaborazione con il consultorio familiare del distretto di Foligno.

Dalla città passiamo alla montagna ed in particolare a Colfiorito, dov’è presente un punto Afam che negli anni è riuscito a ritagliarsi uno spazio molto importante, grazie anche all’apertura della nuova 77 e ad un aumento delle presenze nella frazione.

Quando sono arrivato c’era il dubbio se mantenere o no la farmacia di Colfiorito e questo avveniva prima ancora dell’apertura della 77. In realtà aver potuto fare affidamento su un farmacista molto disponibile, che ha trovato il favore della gente, ha permesso a questa farmacia di fare degli ottimi numeri. Quindi è diventata tutto sommato, in percentuale, tenendo conto dei costi e dei ricavi, quella che ha il margine maggiore perché ha meno costi degli altri, vista la presenza di minor personale. Anche questa è stata una scommessa e io mi sono sempre battuto perché rimanesse aperta. Anzi abbiamo anche potenziato il servizio, dal momento che nel periodo estivo rimane aperta anche il sabato e la domenica, visto l’afflusso di turisti che vanno a visitare e a soggiornare a Colfiorito. Però vorrei anche sottolineare l’importanza del dispensario di Casenove che, secondo il mio punto di vista, incarna veramente l’aspetto sociale di Afam. Se guardiamo i freddi numeri, sarebbe da chiudere perché rappresenta una rimessa, ma noi vogliamo tenerlo aperto per dare un sostegno alle persone che sono presenti in quella zona, soprattutto anziane, che hanno lì un punto d’ascolto. Senza il dispensario sarebbero costretti ad andare a Colfiorito, il che sarebbe un disagio per loro. E quindi, anche questo è sociale, tenere aperto questo punto. 

Guardiamo un po’ in avanti. Progetti futuri?

Afam ha fatto un’evidenza pubblica per cercare la possibilità di spostare la sede di via dell’ospedale. Abbiamo avuto le risposte e ora dobbiamo iniziare le trattative. Spero prima della fine del mio mandato di poterla inaugurare. Sarebbe un sogno per me poter chiudere questo mandato aprendo la nuova farmacia. Non so se i tempi saranno rispettati, ma spero di si. Anche questo sarebbe un tassello importante non solo per Afam, ma per la cittadinanza e per il centro storico. 

A proposito del futuro di Gianluca Matilli, nel 2020 scade il mandato, poi?

Sarò nelle mani della nuova amministrazione. Spero solamente che chi verrà dopo di me, porterà avanti questo progetto che non è della persona, ma della cittadinanza. Anzi, faccio sin da oggi i miei migliori auguri a chi verrà dopo di me.

QUESTA SERA AL TERMINE DEL GR DELLE 18.30 DI RADIO GENTE UMBRA, ANDRA' IN ONDA L'INTERVISTA A GIANLUCA MATILLI

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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