Traffico di rifiuti, sequestrati 811mila euro alla Vus e indagate 5 persone

L'attività d'indagine dalla Procura distrettuale antimafia prevede, come ipotesi di reato, il traffico di rifiuti, la violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni e truffa aggravata

L'impianto di Casone a Foligno

Cinque persone indagate e sequestro di 811mila euro della Valle Umbra Servizi. E' l'esito delle indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia dell'Umbria, che negli scorsi giorni ha portato i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Perugia ad eseguire il decreto emesso dal Gip del tribunale di Perugia. A finire nel mirino degli inquirenti, come detto, cinque titolari d'incarichi dell'azienda di servizi dei 22 comuni della Valle umbra sud, accusati di attività organizzate per il traffico di rifiuti, violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni e truffa aggravata. Gli oltre 811mila euro sequestrati sarebbero la somma “equivalente” dei presunti profitti illeciti maturati nella gestione dell'impianto di compostaggio di “Casone” di Foligno e del relativo smaltimento dei rifiuti. Nel mirino della Procura c'è l'impianto per il trattamento “meccanico e biologico” di rifiuti speciali e compost (CER191212 e CER190503) provenienti dalla raccolta effettuata nei 22 Comuni costituenti dell'ex Ati3 dell'Umbria. Rifiuti che, secondo chi sta indagando, “a seguito dell'inefficacia dei trattamenti operati e l'assenza di recupero di materia, sono stati illecitamente smaltiti nella discarica di località Sant'Orsola di Spoleto, gestita sempre da Vus”. Gli ottocentomila euro sono riferiti all'erogazione della Tari (è qui che si configurerebbe la truffa aggravata nei confronti dei Comuni soci), “per un parziale e fittizio trattamento e il conseguente aggravamento del carico ambientale della discarica, destinata ad esaurirsi anticipatamente rispetto ad una corretta gestione impiantistica”. Inoltre, dall'indagine è emerso che le oltre 3.500 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi (CER190503), risultate non conformi per finire nelle discariche di “rifiuti non pericolosi, oltre che a Sant'Orsola sono state conferite anche in altre due discariche regionali. I fatti risalirebbero al periodo che va dal 2012 al 2017.

AGGIORNAMENTO - In merito all'indagine, nel pomeriggio di mercoledì è arrivato anche un comunicato da parte della stessa società. "Valle Umbra Servizi S.p.A., in riferimento alle recenti notizie pubblicate dalla stampa sull’inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia per presunte irregolarità riscontrate nella gestione dell’impianto di trattamento rifiuti in località Casone (Foligno) - si legge nella nota - restando a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria, esprime la propria piena fiducia nell’operato degli inquirenti affinché venga accertata la corretta gestione del citato impianto. Valle Umbra Servizi S.p.A. precisa, inoltre, che questa vicenda non ha alcuna ripercussione sulla continuità del funzionamento dell’impianto e dei relativi servizi erogati".

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di Redazione

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