Foligno, primo caso di “daspo urbano” per cinque senzatetto

Le persone sono state identificate e fatte allontanare da Foligno: per 48 ore non potranno mettere piede in città. In totale una trentina le persone identificate nelle ultime settimane

I clochard in via Umberto I° a Foligno

Primo caso di “daspo urbano” a Foligno. Ad applicarlo sono stati gli agenti della polizia locale, che nella mattinata di mercoledì sono intervenuti in centro storico dopo la segnalazione di alcuni cittadini. Al loro arrivo, intorno alle 10.30, il personale del Comando di viale Marconi ha trovato cinque senzatetto mentre stavano dormendo in una rientranza a cavallo tra via Umberto I° e via Oberdan, nei pressi di alcune attività commerciali. Cartoni in terra e coperte per ripararsi dal freddo, i cinque clochard – tre donne e due uomini – erano lì probabilmente dalla notte precedente. Nate in Italia, le persone di diverse età – il più grande ha poco più di 50 anni – risultano residenti in varie città dello Stivale. Nei loro confronti la polizia locale ha adottato il provvedimento di “daspo urbano”, così come previsto anche dall'ordinanza 514 del sindaco Stefano Zuccarini firmata poche settimane fa. Ordinanza che mette in pratica anche il Decreto sicurezza e che costringerà i cinque senzatetto ad allontanarsi da Foligno per le prossime quarantotto ore. Qualora dovessero disattendere il provvedimento, per loro scatterebbero ulteriori sanzioni. Una volta identificate, le persone sono state invitate a lasciare la città. Dall'entrata in vigore dell'ordinanza sindacale, sono stati una trentina i controlli della polizia locale di Foligno. In diversi casi sono state anche elevate sanzioni, ma quello di mercoledì mattina è il primo caso di “daspo urbano” visto che le persone si trovavano nelle vicinanze di alcune attività commerciali: comportamento che, secondo l'ordinanza, comporta un'aggravante. Il lavoro degli agenti guidati dal comandante Marco Baffa prosegue quotidianamente anche nelle zone “sensibili” a questo tipo di fenomeno, come l'ospedale “San Giovanni Battista” e le zone cimiteriali.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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