Il Covid-19 causa una nuova vittima in Umbria: sale a 80 il numero dei morti

Il decesso ha interessato il comune di Narni dove, da inizio pandemia, si sono registrati otto casi. Nessun contagio in più rispetto al precedente report

Il reparto Covid-19 del "Santa Maria della Misericordia" di Perugia

Il virus in Umbria fa una nuova vittima. Questa volta a Narni dove, da inizio emergenza, si sono registrate complessivamente due morti a fronte di otto casi. L’ultima, come detto, nella giornata di venerdì 26 giugno.

Secondo quanto reso noto dall’azienda ospedaliera di Terni, si tratta di un uomo di 72 anni, residente a Narni appunto, che era stato ricoverato in medicina d’urgenza lo scorso 10 aprile e che, essendo risultato positivo al tampone per la ricerca del Covid, era stato trasferito prima nel reparto di malattie infettive e poi in terapia intensiva. L'uomo, che si era negativizzato già da venti giorni, è deceduto nel reparto di rianimazione. “Sebbene il paziente risultasse guarito da Covid in base ai tamponi negativi - spiegano dal Santa Maria di Terni - per le regole di registrazione della casistica il caso è stato classificato dalla Regione come decesso Covid in quanto paziente che aveva contratto la malattia”. Sale, dunque, a 80 il numero di decessi provati dal Covid-19 nel Cuore verde d’Italia. 

Questo, di fatto, l’unico parametro a subire variazioni tra venerdì 26 e sabato 27 giugno. Nessun nuovo positivo si registra infatti su tutto il territorio regionale nelle ultime 24 ore, confermando così i 1.440 casi complessivi totali e i 15 attualmente positivi. Come detto, invece, un guarito in meno a fronte del nuovo decesso. Così, dai 1.346 di venerdì si è passati ai 1.345 di sabato. Fermi a 5 i clinicamente guariti, così come restano tre i ricoveri, di cui uno sempre in terapia intensiva. Sale a 198 il numero delle persone in isolamento, di fatto 22 in più rispetto al precedente report. Mentre sul fronte dei tamponi, se ne contano 867 in più in 24 ore, per un totale di 93.571 prelievi processati da inizio emergenza. 

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di Maria Tripepi

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