Bimba annegata in piscina, l'autopsia esclude segni di violenza

L'esame eseguito giovedì mattina ha confermato le cause della morte per annegamento, escludendo possibili abusi. Resta da chiarire il percorso fatto per raggiungere l'ex agriturismo

Il luogo dove è avvenuta la tragedia della piccola Greta

Nessuno segno di violenza, la morte è stata causata dall'annegamento. E' l'esito dell'analisi autoptica eseguita giovedì mattina sul corpicino di Greta, la bimba di tre anni trovata morta martedì pomeriggio in località Poggiarello, nei pressi di Capodacqua di Foligno. Ad eseguire l'autopsia è stato il medico legale Sergio Scalise Pantuso, che ha quindi escluso qualsiasi tipo di abuso nei confronti della piccola. Anche l'orario della morte è compatibile con il lasso di tempo trascorso tra l'allarme lanciato dai familiari (intorno alle 13.30) ed il ritrovamento, avvenuto all'incirca verso le 16.30. L'esame è stato disposto dal pm Elisa Iacone. Sulla salma sono state riscontrate alcune lesioni molto superficiali, che potrebbero essere dipese dal tentativo di salvataggio dei cani, che al momento della tragedia si trovavano con la bambina. La piccola Greta – lo ricordiamo – era scomparsa da casa poco dopo l'ora di pranzo, con i suoi genitori che hanno dato successivamente l'allarme. La bimba si sarebbe allontanata da casa con i suoi cani. Ed è proprio il tragitto fatto dalla piccola che ancora non sembra essere chiaro. In piedi due ipotesi, quella che Greta abbia attraversato qualche sentiero nel bosco oppure la strada principale. Quello che è certo, è che il percorso ha portato la bimba all'interno dell'ex agriturismo, dove la vittima è caduta nell'acqua salmastra della piscina incontrando poi la morte.

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di Redazione

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