Quando un'accurata visita medico sportiva salva la vita: lo studio del dottor Giovanni Boni

Il medico folignate, con i colleghi Carreras, Crusco e Savarese, ha pubblicato un articolo riguardante un atleta affetto da displasia aritmogena: “Fondamentale condurre test con perizia”

Il dottor Giovanni Boni

Porta la firma del medico folignate Giovanni Boni l’articolo pubblicato sulla rivista della Federazione medico sportiva italiana “Medicina dello Sport” relativo al caso di displasia aritmogena in un uomo di Spoleto. Nel dettaglio, il titolo del lavoro è “Utilità della visita medico sportiva nella diagnosi di displasia aritmogena del ventricolo destro in soggetto di 49 anni praticante body building light a livello amatoriale”. Con altri tre professionisti che rispondono ai nomi di Giovanni Carreras, Federico Crusco e Gianluca Savarese, Boni ha lavorato ad uno studio il cui scopo è quello di enfatizzare l’importanza della visita medico sportiva al fine di evidenziare patologie misconosciute e difficili da scoprire in soggetti che praticano attività fisica, anche a livello ludico amatoriale e non agonistico.

Studio che pone, dunque, l’accento sulla necessità di condurre accertamenti meticolosi e certosini. “Al ragazzo affetto da displasia aritmogena – spiega il dottor Boni a Rgunotizie.it – è stata salvata la vita con la visita medico sportiva fatta in modo accurato. La patologia, infatti, è rara, insidiosa e letale e, in questo senso – aggiunge il medico folignate -, una visita condotta con perizia rappresenta un ottimo presidio per prevenire patologie a rischio per atleti e persone che praticano fitness”. Sì, perché la visita clinica effettuata in condizione di riposo, seppur comprensiva di elettrocardiogramma di base e in grado di fornire importantissime informazioni sulla salute del paziente, può non essere abbastanza. L’effettuazione del test da sforzo massimale, infatti, riesce sovente a completare un quesito diagnostico o ad indirizzare verso una ancor più precisa diagnosi.

Il caso clinico discusso nell’articolo riguarda proprio questo aspetto. Il paziente studiato durante la visita medico sportiva era già stato sottoposto a numerose visite cardiologiche a riposo che, appunto, non erano riuscite a mettere in evidenza una patologia occulta quale la displasia aritmogena del ventricolo destro. Dopo essere stata individuata, grazie anche all’integrazione di accertamenti clinico diagnostici di secondo livello e ad una stretta collaborazione sul territorio con specialisti di malattie cardiovascolari, il paziente è stato sottoposto a impianto di defibrillatore sottocutaneo e, quindi, curato. Uno studio che prova dunque come un’attenta visita medico sportiva sia presupposto fondamentale per tutti coloro che praticano attività fisica a qualsiasi livello di agonismo o solamente per divertimento o benessere. Giovanni Boni plaude, infine, alla collaborazione tra colleghi del servizio pubblico e privato, vera potenza di fuoco a servizio della tutela della salute.

I PROTAGONISTI - Come detto, quattro gli autori dell'importante pubblicazione. Oltre al dottor Giovanni Boni, che da anni è ai massimi vertici della Federazione medico sportiva italiana, c'è anche il dottor Giovanni Carrerasdel Dipartimento di cardiologia del "Santa Maria" di Terni. Con loro, il dottor Federico Crusco del Dipartimento di radiologia del "Santa Maria della Misericordia" di Perugia e il dottor Gianluca Savarese, dell'Unità di cardiologia dell'ospedale "San Giovanni Battista" di Foligno.

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di Matteo Castellano

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