Gimbe fotografa il Covid in Umbria: rapporto positivi-residenti e TI sopra la media nazionale

Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, è intervenuto al webinar della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno: “No ad un allentamento delle misure”

Grafico Gimbe sulla situazione Covid nelle regioni italiane

“Un allentamento delle misure restrittive adottate non è al momento pensabile, soprattutto nelle zone a maggiore rischio”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, intervenuto al webinar promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e coordinato dal consigliere Paolo Trenta. Un webinar dal titolo “Covid-19, un’informazione corretta per una cittadinanza consapevole e responsabile”, pensato dunque con l’obiettivo di fare chiarezza tra i dubbi e le paure dei cittadini. Obiettivo rimarcato, nel suo intervento, anche dal presidente dell’Ente di palazzo Cattani, Umberto Nazareno Tonti. “Il Covid-19 sta mettendo a dura prova il tessuto sociale con conseguenze anche sul fronte psicologico - ha dichiarato - e questo è un appuntamento importante perché ci dà la possibilità di diffondere informazioni utili sull’andamento epidemiologico”.

Andamento illustrato, appunto, da Nino Cartabellotta attraverso i dati elaborati dal monitoraggio indipendente che viene fatto settimanalmente dalla Fondazione Gimbe. “In queste ultime settimane - ha spiegato - si sta assistendo ad un rallentamento della velocità di crescita della curva epidemica, ma - ha sottolineato - si tratta di una decelerazione e non di un appiattimento come qualcuno afferma”.

A dimostrarlo, come detto, sono stati i grafici. “L’innesco della ripresa dell’epidemia ha combaciato con la ripresa delle ferie” ha commentato il numero uno di Gimbe, spiegando così come “dai 10mila nuovi casi settimanali registrati in Italia a inizio settembre si è passati ai 242mila degli ultimi sette giorni di novembre. A luglio erano stati 1.400, il valore minimo raggiunto in tutta la pandemia”. L’incremento effettivo da metà ottobre fino ad arrivare ad oggi, “dove - ha ribadito Nino Cartabellotta - si assiste ad una riduzione percentuale, per cui la macchina accelera meno, ma la velocità rimane sostenuta”. Un effetto che però, al momento, non si sa se ricondurre - così come spiegato dal presidente di Gimbe - all’efficacia delle misure adottate o ad un sistema di testing ormai saturo.

Fondamentale, poi, per avere una fotografia effettiva della situazione, prendere in esame il rapporto tra positivi e casi testati e non tra contagi e il numero complessivo di tamponi che, come dichiarato da Nino Cartabellotta, contiene al proprio interno anche quelli di controllo. Rapporto che vede l’Umbria al di sotto della media nazionale con un 27,2 per cento rispetto ad un 28,2 per cento.

Secondo quanto spiegato da Nino Cartabellotta, inoltre, non bisogna guardare alla diffusione della pandemia in numeri assoluti, ma occorre considerare i casi registrati rispetto alla popolazione residente nelle varie regioni. “Elemento, questo - ha spiegato -, che ci ridà un’immagine maggiormente uniforme dell’epidemia. Nel caso dell’Umbria, tra le regioni più piccole, pur non avendo numeri assoluti importanti come la Lombardia o la Campania, se si rapporta il dato dei positivi alla popolazione residente, risulta al di sopra della media nazionale”.

Anche sul fronte dei posti letto di area medica occupati da pazienti Covid, il Cuore verde d’Italia si posiziona al di sopra della media nazionale con un 51 per cento contro il 50 per cento e con un 59 per cento per ciò che riguarda le terapie intensive contro il 41 per cento italiano. A risentire di più la provincia di Perugia rispetto a quella di Terni, così come l’impatto di questa seconda ondata risulta più duro del periodo primaverile.

Ad assistere al webinar anche diversi esponenti del sistema sanitario umbro, come il commissario straordinario all'emergenza Covid, Antonio Onnis, o il dottor Franco Santocchia, ex direttore sanitario dell'ospedale di Foligno, ormai in pensione, ed oggi in forza all'unità di crisi regionale. Ma anche il dottor Lucio Patoia del San Giovanni Battista che, intervenendo, ha sottolineato le difficoltà affrontate in questi mesi di pandemia dal personale sanitario dell'ospedale folignate, che sta facendo i conti con importanti carenze nell’organico. Tema, questo, che continua a tenere banco in città da ormai diverse settimane. 

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di Maria Tripepi

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